CONDIVIDI

EbookCittà della Pieve, 2013-10-03 – Apre sabato 5 ottobre al Piano nobile di Palazzo della Corgna, a Città della Pieve, la mostra “Identità e percorsi”: uno sguardo sugli ultimi anni di pittura e scultura italiana attraverso il lavoro di una quindicina di artisti di età e formazione diversa. Un percorso variegato testimoniato dalle diverse declinazioni della pittura narrativa e da altri linguaggi espressivi tipici dell’arte del secondo Novecento. La prima sezione accoglie i lavori di Gloria Tranchida, realizzati con materiali di riciclo e impreziositi con colori metallici e i dipinti di Antonella Pernarella sulle potenzialità espressive del colore.

A seguire le opere di Stefano Sorrentino. In questi ultimi anni l’artista riflette sul valore della pittura stessa e tende a rifugiarsi in una ricerca estetica di pura poesia. La seconda sezione si concentra verso una pittura reale in cui l’adesione alla realtà si stempera in un cromatismo dominato dall’emozione e dai sentimenti. Anna Maria Altieri rivive il passato con nostalgia e abbraccia il presente con un segno pulsante e una pennellata corposa: volti espressionisticamente deformati, occhi grandi e profondi, figure e sagome umane; Nuccia Amato Mocchi porta in mostra quattro dipinti della piena maturità: sono tra le pagine più vive del suo lungo percorso ricco di sottile ironia. Di Vincenza Costantini, invece, una scelta di disegni e di incisioni che vanno idealmente a circoscrivere l’intero arco della sua attività. La mostra prende poi in considerazione il vero dalla realtà.

Egidio Scardamaglia, filma con grande naturalezza il reale senza mai cadere in una marcata piacevolezza. Così è anche per Paul De Haan che porta avanti, fedele a un singolare realismo di fotografica evidenza, una personale ricerca sul tema della natura morta. La mostra prosegue con altre declinazioni della pittura figurativa: Susy Senzacqua dipinge il cielo, con grandi passaggi di nuvole; Giovanna Gallo riassume con “Barche umanizzate” il suo mondo fiabesco. La sezione successiva si apre con i luminosi acquerelli di Anna Maria Tessaro dipinti con una forte impostazione scenografica. A seguire i paesaggi di Selly Avallone descritti con felice gusto naturalistico. Rosita Sfischio, invece, si sofferma sul tema della figura femminile catturata nella sua intimità e Maria Ceccarelli, in arte Mac, porta in mostra quattro nudi neo-espressionisti. A punteggiare il percorso espositivo le sculture di Fabio Santori, legni di riciclo trasformati in opere d’arte e una scelta di lavori in marmo bianco di Beatrice Palazzetti, animate da un intenso lirismo. Infine le sculture di Riccardo Paolucci, in bronzo e in terracotta dipinta, ispirate con un rapporto costante alle nuove mitologie del quotidiano.