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Antonio Politano
Antonio Politano

Potenza, 2014-09-25 – Con un suo stand e due importanti eventi di confronto e di racconto organizzati in collaborazione tra APT e Società Geografica Italiana, il 26 e il 28 settembre la Basilicata sarà protagonista a Roma, nella location di Villa Celimontana, in occasione della settima edizione del Festival della Letteratura di Viaggio, che si svolgerà dal 25 al 28 settembre. Antonio Politano, fotografo e giornalista di National Geographic, e direttore artistico del Festival, racconta l’evoluzione e la filosofia della manifestazione e lo stretto rapporto con la terra lucana.

Come è nato il Festival?

In un primo momento volevamo dar vita ad una rassegna che “raccontasse al mondo pezzi di mondo”, lontani o dietro l’angolo, attraverso diverse forme di narrazione – letteratura, fotografia, cinema, teatro, musica – qualsiasi forma espressiva che potesse evocare luoghi e genti, attraversamenti, passaggi e accostamenti. Ancora oggi il nostro è un invito alla conoscenza, alla scoperta, all’incontro ma anche al viaggio, dunque, al turismo, perché mettiamo insieme tutti i diversi pezzi di racconto del viaggio.

Sulla scia del Festival, due anni dopo, nasce il Master “Reportage di Viaggio”…

Il Master, alla quinta edizione, non è che una evoluzione di tutto ciò che trattiamo nel corso del Festival e si basa sul racconto del viaggio attraverso le foto scattate dagli allievi nel corso dell’itinerario. Io dirigo il Laboratorio di scrittura e fotografia. Il Master è nato dalla collaborazione tra la Società Geografica Italiana e il Centro turistico studentesco.

Sia il Festival sia il Master hanno un filo conduttore con la Basilicata. Perché?

Il Master ogni anno prevede un viaggio in una regione italiana. Da questo viaggio prende forma il prodotto finale del corso: un reportage di testi e foto sul racconto dei luoghi visitati. Nell’edizione 2014 l’idea era scegliere un luogo che potesse dar vita a narrazioni significative, così abbiamo pensato che Matera, e tutto ciò che le sta attorno, potesse fornire agli allievi molteplici suggestioni, non solo perché nota come Città dei Sassi, ma anche perché città millenaria, proiettata nella contemporaneità. Poi ci ha interessato per la sua candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019.

Direttore artistico del Festival e del Master, giornalista e fotografo, viaggiatore. Per Antonio Politano perché la Basilicata può attrarre e come?

Il nostro lavoro di giornalisti ci impone di fare sintesi ma in alcuni casi è difficile, come per la Basilicata, che attrae per quell’anima genuina legata al suo carattere plasmato dalla pietra e da una certa fatica dell’essersi ricavati quel ruolo, fatica e allo stesso tempo dignità mista a energia minerale ma anche mediterranea, non solo connessa al mare ma interna. E poi questa è terra dai paesaggi così vari e di due mari tanto diversi: la linea della spiaggia e la curva degli scogli. La Basilicata ha tutto quello che un viaggiatore può intuire, e il viaggiatore può saper cogliere e raccontare più di quanto non possa fare chi vive un luogo. Una regione forte abitata da gente seria e piena di cose da offrire allo sguardo di chi la attraversa: anche questo è la Basilicata.