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Di Giuseppe Colangelo – Si è conclusa sull’eco di scroscianti applausi la tappa milanese della compagnia del Teatro Stabile di Napoli che ha appassionato l’esigente pubblico meneghino portando in scena al Teatro Franco Parenti la commedia di Giuseppe Patroni Griffi “In Memoria di una signora amica” adattata e diretta dal regista Francesco Saponara. Grazie a un cast ben assortito, in cui spiccano i sempre più bravi Antonella Stefanucci e Tonino Taiuti, due attori ben noti anche agli stiglianesi per essere stati protagonisti dell’indimenticato cortometraggio “Sbrainefff!” girato da Domenico Ciruzzi, i quali hanno battibeccato con sagace ironia con gli altri ferventi artisti la cui energia e capacita di tenere desta l’attenzione del pubblico è stata all’altezza delle attese.

antonellastefanucci

Una commedia divertente ma dolce amara che si svolge in quattro quadri, quattro serate dal 1945 al 1950. “… In una geografia che oppone Napoli a Roma” dice Francesco Saponara, “la storia della protagonista Mariella Bagnoli (Mascia Musy) e delle sue amiche sembrano risalire agli antri bui degli ipogei che furono i ricoveri promiscui di una guerra -che non basta a liberarci dall’infelicità, dalla disgrazia, dal destino fetente di nascere napoletani- e che, insieme alle notti profonde non vuole proprio passare. Quattro serate che raccontano un conflitto generazionale, tra la necessità di partire e la consapevolezza del restare. Conflitti che in scena trovano forma nell’incontro fra diverse generazioni teatrali: dalla forza appassionata di Mascia Musy per arrivare ai due ventenni Eduardo Scarpetta ed Edoardo Sorgente, passando attraverso esperienze in cui la tradizione napoletana trova uno slancio contemporaneo, come nell’intensità interpretativa di Fulvia Carotenuto, Imma Villa e Antonella Stefanucci, fino all’eclettismo di Tonino Taiuti, interprete del ruolo cardine di un anarchico direttore d’orchestra.”

Uno scenario in cui i personaggi si muovono, ognuno con idee e ambizioni specifiche. Ciascuno di essi aspetta dalla vita qualcosa. Attende che una promessa di felicità finalmente arrivi e appaghi la speranza. Tutti insieme compongono un frammento di società e la illustrano. La differenza che distingue i reciproci punti di vista costituisce il cuore della ben riuscita messa in scena.