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Aliano si candida a capitale della cultura 2018 

alianoDOSSIER Fabrice Moireau 30 giugno 2016-Comitato promotore.

Luigi De Lorenzo,Sindaco di Aliano (Presidente).Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata. Francesco De Giacomo,Presidente della Provincia di Matera. Gerardo Travaglio, Commissario Azienda Promozione Turistica Basilicata. Antonio Colaiacovo, Presidente Parco Letterario “Carlo Levi”. Pietro Dilenge, Presidente Circolo Culturale “Nicola Panevino”. Rosalba Cestari, Presidente Winfly S.r.l. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica. Stanislao De Marsanich, Presidente “Paesaggio Culturale Italiano S.r.l.” I Parchi Letterari®.Rossella Tosto, Direttore Responsabile TRM Network.Struttura responsabileper l’elaborazione e promozione del progetto,per la sua attuazionee per il monitoraggio dei risultati: Parco Letterario “Carlo Levi” Scarl Nella persona del Presidente, Legale Rappresentante, Antonio Colaiacovo. Struttura di progetto, redazione Dossier,Giuseppe Serra, Domenica Maria Rinaldi, Dilenge Pietro, Luigi Bubbico, Lodovico Alessandri, Angelo Colangelo, Nicola D’Imperio, Franco Arminio, Gaetano De Luca, Cristina Florenzano, Giovanni Risi.

Il paese non si vedeva arrivando,perché scendeva e si snodava come un verme attorno ad un’unica strada in forte discesa, sullo stretto ciglio di due burroni, e poi risaliva e riscendeva tra due altri burroni, e terminava sul vuoto.   Carlo Levi

La dignità di essere uomini in una terra ostile è aprirsi senza remore alla terra che ci ospita mettendo in discussione sè stessi, provando con coraggio a mettersi in gioco, puntando sulle idee, anche quando si è costretti allo scontro con un passato che non ci accetta e con un futuro che ci nega ogni possibilità.La nostra terra è stata scolpita col sudore dei contadini, con le braccia oneste di gente che mangiava pane e formaggio.Quei contadini hanno messo al mondo cittadini, potenziali professori universitari, manager, ingegneri e dottori.Basta far viaggiare cuore e cervello nella stessa direzione.

alianoI giovani di Aliano

Aliano è un paese di mille abitanti. Nel 1951 ne aveva 2300. Aliano dispone di 96 chilometri quadrati di territorio. La densità abitativa è una delle più ridotte d’Italia: undici abitanti per chilometro quadrato. Il paese si trova nella parte più occidentale della provincia di Matera, a 94 chilometri dalla città dei sassi. Potenza dista 83 chilometri. Il paese più vicino è Stigliano, 14 chilometri. Siamo nella parte collinare e montuosa della pronvincia di Matera. Questa collocazione geografica estremamente isolata, che durante il fascismo fece del paese il luogo di un esiliato eccellente come Carlo Levi, ora pone Aliano come luogo di grande suggestione, ora che in Italia i luoghi poco urbanizzat sono molto rari. Il centro urbano è incastonato e modellato sulle creste scoscese degli strapiombi dei calanchi e rappresenta una realtà estremamente singolare dal punto di vista paesaggistico ed ambientale.

Nel suo piccolo centro storico si è pervasi da un senso di antico e di sacro dove nel silenzio delle distese dei calanchi si sente solo il rumore dei propri passi. Il paese è circondato da un mare di argilla. Di notte le luci dei paesi lontani sembrano barche in mezzo al mare. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali, con un apposito Decreto Ministeriale del 31 maggio 2006 Prot. Ndgbap/S02/34.07.13/10736/2006 ha dichiarato l’ambito territoriale “Centro storico di Aliano e aree calanchive limitrofe” di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art.136 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.42, sottoponendo l’area a tutti i vincoli ed a tutte le prescrizioni di legge contenuti nel Decreto medesimo.

E’ stato depositato alla Camera dei Deputati un Progetto di Legge n. 2461 del 1996 inerente la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico e culturale di Aliano inteso come strumento atto a migliorare le condizioni di vita della popolazione residente attraverso interventi di recupero ed attivazione del patrimonio storico-culturale, ambientale e ricettivo. Infine, nella 13° Legislatura è stato depositato un Disegno di Legge Senato della Repubblica n.1136 del 1996 recante “Norme per il recupero ambientale, culturale e turistico di Aliano”.

Il territorio di Aliano è interessato da rilevanti testimonianze storiche e culturali; il suo quadro paesaggistico è accresciuto nelle sue peculiarità anche dalle unità architettoniche di antica origine composte essenzialmente da un connettivo di edifici a due piani in argilla e paglia, incastonato sugli alti crinali dell’altipiano calanchivo delimitato da profondi burroni all’interno dei quali si aprono grotte abbandonate. Misteriosi nascondigli usati dai briganti nelle incursioni che hanno a lungo martoriato questo brandello di terra lucana mirabilmente descritto da Carlo Levi nel suo Cristo si è fermato a Eboli. Il Parco Letterario dedicato a Levi ha lo scopo di tutelare e la valorizzare i luoghi che furono fonte di ispirazione letteraria in una delle più intense opere della nostra letteratura del ‘900.

alianoIDEA DI ALIANO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

Aliano sarebbe un luogo straordinario anche senza scomodare Carlo Levi, questo paese è un punto verso orizzonte infinito in cui si continua ad aspettare l’anno che verrà, è l’oblio della sosta, il senso della fermata che si scopre anche solo passandoci per caso; è l’atmosfera umana che respiri assaggiando i momenti di una comunità che sembra aver già conosciuto tutto e aver scelto consapevolmente di volersi fermare. E’ l’incantesimo che diventa cultura nel senso più puro della parola: identità vissuta nel quale si concentra il sapere tacito.

La prima risorsa di Aliano è il paesaggio. Colline piene di ulivi e un mare di calanchi.

Il paese conserva un sapore antico, che a starci dentro ti dà la sensazione di essere ancora un luogo vero, non omologato. Non è poca cosa avere aria buona, saper essere generosi, avere un bel cielo, conoscere i nomi dei venti e degli alberi, salutare gli anziani, avere il piacere di stare in mezzo al paese, accorgersi di chi sta male. Nonostante gli effetti della globalizzazione, che è arrivata anche qui, spesso nei suoi aspetti peggiori, l’Appennino Lucano è uno dei luoghi del mondo in cui non tutto è dissacrato, c’è una misura, un gusto dell’amicizia, un sentimento della propria vita e di quella degli altri.

Il lavoro fondamentale è creare fiducia, voglia di restare, generare interesse alla conoscenza del sapere arcaico. E questo si fa partendo dall’idea che Aliano non è un luogo destinato a perire. Il margine è più vitale del centro, più gravido di futuro. Qui è come se il mondo contadino avesse concesso alla modernità solo qualche scampolo, le macchine, le insegne, tutto felicemente dimesso: il carro delle merci è ai margini del quadro. Aliano e i paesi dei dintorni non devono allinearsi a modelli che altrove mostrano il loro lato mortifero. Qui qualcosa ha retto alla grande dimenticanza, al genocidio delle tradizioni, e ora questi luoghi hanno la forza del passato e dell’altrove. C’è qualcosa che resiste, ma bisogna inventare la sagra del futuro, più che chiudersi nella nostalgia. Bisogna aver cura dell’antico e del nuovo, in questo tempo e in questo spazio.

Aliano fa parte della Montagna Materana, l’area della Basilicata scelta come progetto pilota all’interno della Strategia dell’Italia interna. Paesi del buon vivere, cibo buono, aria sana, silenzio e luce, ritmi lenti, tracce di un passato antichissimo e tracce da costruire adesso: il festival paesologico di Aliano quattro anni fa non esisteva e questa è un’altra dimostrazione che bisogna inventare cose nuove, non si può giocare sempre con le stesse carte. I calanchi non davano pane e nessuno ne ha mai percepito la bellezza. Ora il canone è cambiato, ora che l’Italia è tutta urbanizzata, il paesaggio “vuoto” diventa solenne, lirico, diventa un punto di forza dei luoghi. Il grande successo del festival La luna e i calanchi è la prova evidente di questo mutamento di percezione.

Ci sono tutte le condizioni per superare le difficoltà in cui versa l’area. Questi sono luoghi in cui c’è tanta terra, dunque luoghi pieni di futuro, considerando la rinnovata attenzione alla terra e all’agricoltura. L’idea centrale è recuperare saggezze arcaiche che vanno perdendosi. È un lavoro che devono fare specialmente le persone più giovani ancora presenti nei paesi. Loro possono assicurare l’intreccio dell’arcaico con l’innovazione tecnologica, a loro va affidata la manutenzione, l’ospitalità, la gestione dei beni comuni

La Montagna Materana è fatta di paesi-paesaggio, la bassa densità di popolazione è bilanciata da un’alta densità di bellezza. Una bellezza ancora più grande perché inconsapevole, mai messa in vendita. E c’è negli abitanti di questi paesi una naturale propensione a sfuggire alle velleità più fatue. Un territorio molto sano dal punto di vista morale, una salute che ha solo bisogno di essere messa al lavoro. Qui la questione non è il mercato né la fabbrica, la questione è intrecciare azioni locali e flussi globali, le intelligenze del luogo e quelle che arrivano da fuori. È importante che si attivi uno scambio. Si viene qui a proporre le proprie visioni ma anche ad imparare. Questo è un paesaggio didattico, fa scuola la poiana nel cielo, l’albero solitario nel campo arato, la casa sul pendio della frana. È importante guardare con stupore a questi luoghi. Uno sviluppo territoriale oggi non può che partire dalla meraviglia che qualcosa resiste, qualcosa si è salvato dopo due secoli in cui il mondo è stato usato come una cava.