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Con una bella e profonda espressione Carlo Levi affermò che Aliano è il simbolo di molte altre Aliano sparse nel mondo, che ancora attendono un’occasione di riscatto sociale, economico e culturale. Analogamente Aliano, che negli anni Trenta del secolo scorso fu più di altri luogo di confino a causa della sua inaccessibilità dovuta alla mancanza di vie di trasporto e di comunicazione, può anche rappresentare idealmente l’emblema dei tanti luoghi che dal fascismo furono destinati ad accogliere e a rendere inoffensivi i numerosi e coraggiosi oppositori del regime.
Quei paesi sono ancora oggi tristemente famosi per avere « ospitato» più o meno a lungo operai, studenti, intellettuali che non si piegarono alla dittatura e pagarono con il carcere e/o, appunto, con il confino la loro aspirazione alla democrazia e alla libertà.

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Aliano

Una schiera davvero interminabile di persone, se è vero che oltre dodicimila furono colpite dal provvedimento di soggiorno obbligatorio re-istituito con decreto regio nel 1931. Esse popolarono per alcuni anni ben 262 colonie confinarie sparse per la penisola e ben 177 perirono durante il periodo di isolamento. Basti ricordare Sandro Pertini, relegato a Ponza e poi a Ventotene con Altiero Spinelli, Leone Ginzburg a Pizzoli, Cesare Pavese a Brancaleone Calabro, Antonio Gramsci e i fratelli Carlo e Nello Rosselli a Ustica, Manlio Rossi Doria a San Fele e a Melfi.

Aliano, custode da tempo delle memorie leviane, si candida ad essere custode di tali memorie storiche e ad incrementare le attività del Museo Storico dedicato a Carlo Levi, organizzando un convegno nazionale sul tema con il coinvolgimento dei paesi che furono luoghi di confino durante il periodo fascista.

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Vito Angelo Colangelo è nato il 24 novembre 1947 a Stigliano, in provincia di Matera, dove ha vissuto fino al 2006, quando si è trasferito a Parma per ragioni familiari. Laureato con lode in lettere antiche presso l’Università Federiciana di Napoli, ha accompagnato sempre la sua attività d’insegnante con un notevole impegno socio-culturale, collaborando peraltro per molti anni a quotidiani e a periodici locali, Lucania, Basilicata sette, La voce dei calanchi, Fermenti, Leukanikà. Saggista autore di numerose opere.