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Potenza – Ipotesi di acquisto di un nuovo e costosissimo dispositivo chiamato Cyberknife all’ospedale oncologico Crob di Rionero. Sul controverso e discusso tema, interviene il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini, nella sua doppia veste di componente della commissione sanità del Parlamento europeo e di esperto in fisica medica che ha lavorato per circa 10 anni al Crob, in radioterapia, medicina nucleare e radiodiagnostica e conosce tutti i particolari di quei reparti.

IRCCS CROB
IRCCS CROB Rionero foto dal web

“L’investimento di circa 7 milioni di euro, per dotare il Crob di Rionero del sistema Cyberknife – spiega Pedicini -, non sarebbe giustificato per varie questioni di carattere tecnico e per numerose motivazioni che mirano alla corretta gestione dei soldi pubblici. Le ragioni del no si possono racchiudere in quattro punti:

1- I casi clinici per cui questo dispositivo esprime un vero valore aggiunto sono pochi, si tratta di una sottoclasse dei tumori dell’encefalo e, solo in qualche caso, di tumori del polmone. Dunque, solo una parte minima dei tumori in generale, laddove per le restanti patologie neoplastiche le apparecchiature esistenti vanno benissimo. Pertanto, per ammortizzare i costi, un simile dispositivo dovrebbe soddisfare il fabbisogno di tutte le regioni del Sud ma, com’è noto, un Cyberknife è già in attività da alcuni anni all’ospedale Pascale di Napoli.

2- Per trattare i tumori suddetti, serve una equipe specializzata e soprattutto un accordo con le neurochirurgie del Sud Italia che collaborino ad un simile progetto per inserire i pazienti in un protocollo di cura specifico. Al momento siamo lontanissimi da un simile rapporto di collaborazione tra radioterapia del Crob e i chirurghi lucani e del Sud intero.

3- Al Crob esiste già un’apparecchiatura molto sofisticata che è adatta a risolvere la gran parte delle criticità e a trovare una vasta gamma di soluzioni efficacissime alle problematiche che si presentano in radioterapia, si chiama Trilogy della Varian ed è già in attività da ormai diversi anni.

Il Trilogy è costato circa 5 milioni di euro e solo poche regioni in Italia ne posseggono uno simile. 4- L’acquisto del Cyberknife servirebbe solo a fare un’altra gara d’appalto, anzi, a non farla, perché queste attrezzature sono uniche e non sono soggette a vere e proprie gare per selezionare la migliore offerta. Quindi, i politici e i sanitari che spingono per il sistema Cyberknife, dovrebbero spiegare da chi si fanno consigliare e qual è il loro vero obiettivo in questa materia. Si tratterebbe di un investimento inopportuno e quindi di un ulteriore spreco tra i tanti che alimentano la cattiva sanità lucana e le lobby delle forniture”.

Considerato quanto detto, Pedicini aggiunge che “se è vero, che anche il presidente della Regione Basilicata Pittella ha detto no all’acquisto del Cyberknife, pur non conoscendo le ragioni del suo no, condivido la scelta che ha fatto”.

Rispetto alla situazione complessiva della cura dei tumori in Basilicata, il portavoce del M5s evidenzia che “su questo dramma ci vorrebbe maggiore senso di responsabilità da parte di tutti e si dovrebbero evitare speculazioni politiche e economiche. I pazienti oncologici lucani – sottolinea – hanno bisogno di altro, non dell’acquisto di un dispositivo che in Basilicata praticamente già c’è. Ma se davvero dobbiamo parlare dell’offerta di cura radioterapica nella nostra regione, bisogna rilevare che la Basilicata si dovrebbe dotare di un altro dispositivo (Acceleratore lineare) per il trattamento delle patologie standard e meno complesse come la maggior parte dei tumori alla mammella, le metastasi ossee, eccetera. Questo dispositivo servirebbe in special modo a Matera e nel Lagonegrese, per evitare faticosi e inutili viaggi agli ammalati che ogni giorno sono costretti a raggiungere il Crob di Rionero.

Per quanto riguarda il futuro del Crob – conclude Pedicini -, ritengo che dovrebbe poter conservare il suo ruolo di istituto che facendo ricerca è in grado di erogare prestazioni super specialistiche per tutto il Sud Italia riservando i trattamenti standard solo per l’area nord della Basilicata e per quelle ad essa adiacenti”.

PIERNICOLA PEDICINI

Capo delegazione del M5s al Parlamento europeo