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flash-mob
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Potenza – Si è conclusa in piazza Maffei con la trasmissione audio del messaggio “alla nazione” di Beppe Grillo, anche lui così virtualmente presente, la bellissima giornata a Cinque Stelle di Potenza e di tutta la Basilicata.

I lucani, attivisti ma anche semplici cittadini, hanno salutato con calore e un pizzico di curiosità – considerato l’inconsueto orario mattutino – l’arrivo nel capoluogo di regione del treno tour #IoDicoNo, che ha portato parlamentari e senatori del Movimento a illustrare e motivare le ragioni del No al referendum del prossimo 4 dicembre.

Prima dell’arrivo sul palchetto allestito per il comizio, i sei parlamentari Cinque Stelle – arrivati con un treno regionale intorno alle 11 alla stazione Centrale – hanno attraversato il corso principale di Potenza, accolti al loro arrivo in via Pretoria da un flash mob organizzato ad hoc dagli attivisti: che con i loro cartoncini #iodicono li hanno poi accompagnati nella colorata passeggiata che li ha condotti verso il punto di ritrovo dell’evento.

gianni-leggieri-e-perrino
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Lì, in piazza Maffei – animata dai gruppi locali anche, come nei casi di Melfi e Venosa oltre a quello potentino, con i loro gazebo – a fare gli onori di casa c’erano i portavoce regionali Gianni Leggieri e Gianni Perrino e quello al comune di Potenza, Savino Giannizzari, intervenuti a sostegno del No prima dell’arrivo dei graditi ospiti.

Quindi, in rapida successione, le parole dei portavoce nazionali. A cominciare dai senatori Sergio Puglia, Andrea Cioffi e il lucano Vito Petrocelli, per poi passare ai deputati Carlo Sibilia, l’altra lucana Mirella Liuzzi e Roberto Fico (presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai).

carlo-sibilia
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Interventi puntuali e mirati sul merito di una riforma, quella targata Renzi-Boschi, che su vari temi – uno su tutti la finta abolizione del senato – rischia di togliere ancora più diritti ai cittadini.

E in particolar modo a quelli di una terra, la Lucania, già pesantemente colpita dal decisionismo del governo in materia ambientale, e che con l’articolo 117 e la cosiddetta clausola di supremazia – come spiegato nello specifico dall’onorevole Liuzzi – si ritroverebbe ancor meno tutelata nei confronti delle multinazionali del petrolio e non solo.