CONDIVIDI

San Fele – Migliaia di visitatori di tutte le età con famiglie al seguito che invadono il territorio di San Fele. Molti di loro provengono dalle regioni limitrofe ( Puglia e Campania in testa),dal resto d’Italia e molti anche dall’estero, con evidenti benefici per le strutture ricettive locali .
La visita alle cascate viene altresì arricchita dalla visita del centro storico di San Fele con l’allestimento dei mercatini da parte delle associazioni ACAI,Proloco e San Fele 2050. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro volontario dei soci dell’associazione U uattenniere, che ha reso possibile la valorizzazione del torrente Bradano e delle sue cascate e senza alcun spreco di risorse pubbliche.

sanfeleMolto rimane ancora da fare ,ma riteniamo che non è più rinviabile l’impegno ed l’intervento delle istituzioni locali e Regionali a partire dal Comune di San Fele , per affrontare le tante criticità purtroppo ancora esistenti, che non consentono di fare il dovuto salto di qualità ad un luogo che ormai è riconosciuto di grande interesse turistico – ambientale ,tra i più importanti della Basilicata e non solo . Da tempo che sollecitiamo l’amministrazione comunale a spendere le risorse ancora disponibili, per rendere l’area ancor più agibile , attraverso opere quali la sentieristica necessaria e le dovute opere di messa in sicurezza dei tracciati , oltre che l’acquisizione delle ulteriori aree private adiacenti al torrente Bradano San Fele .

Le Cascate di San Fele:
Il torrente Bradano scorga dall’appennino Lucano, in località Matise di San Fele, in provincia di Potenza,per confluire nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto. Attraversando il territorio del comune di San Fele, il torrente è costretto ad effettuare dei particolari salti di quota che danno origine alle naturali e suggestive cascate di San Fele.
Le Cascate prendono il nome “ U uattenniere ”, la trasposizione dialettale di
“ Gualchiera”: macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate. Sfruttando la forza dell’acqua, una grande ruota azionata trasmetteva il movimento ad un cilindro orizzontale nel quale erano inserite, verticalmente, le aste dei folloni. Questi terminavano con pesanti magli ( o folloni) che, entrando e uscendo da una vasca ( dove sul fondo venivano posti tessuti), servivano a gualcare la lana; le proprietà feltranti del panno venivano così rese più compatte e meno ruvide.

san feleLa Gualchiera di San Fele è rimasta in uso fino agli anni 40 del secolo scorso. La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi molini ( oltre 20 ), i cui resti ( così come quelli della Gualchiera) testimoniano l’ingegno e la dedizione al lavoro dei Sanfelesi.
Grazie all’impegno e al lavoro dei volontari dell’Associazione, costituita per valorizzare e promuovere il territorio di San Fele, oggi possiamo ammirare alcune delle cascate “ U uattenniere”, riportate alla vista e al loro antico ed affascinante splendore. L’associazione continua il proprio impegno nel ripristino di ulteriori aree attraversate dal torrente. A breve sarà possibile fruire di nuovi percorsi guidati ed ammirare altre cascate.

San Fele 11.07. 2016

per approfondimenti www.cascatedisanfele.it e facebook gruppo cascate di San Fele