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Atanasio Pizzi

Come si sa i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità D’Italia si sono conclusi alcuni giorni fa. Tanti illustri personaggi italiani del passato sono stati osannati e riportati in auge. Nessuna menzione per alcuni personaggi arbereshe che nel passato hanno dato il proprio contributo all’Unità D’Italia,tra questi:Pasquale Scura, Luigi Giura e Francesco Crispi. L’Italia una e indivisibile”: è la formula, solenne nella sua brevità, che Pasquale Scura, originario di Vaccarizzo Albanese (Cs),nella veste di Ministro di Grazia e Giustizia, scrive, di proprio pugno, l’8 ottobre del 1860; enunciato che compare, come è noto, nell’art.1 del decreto che fissa per il 21 ottobre la convocazione dei comizi del popolo delle province continentali dell’Italia meridionale per accettare o rigettare il plebiscito. A firmare quel decreto, che segna la transizione di un “paese” diviso in sette Stati in una nuova realtà, oltre a Pasquale Scura, altri due ministri arbëreshë, Luigi Giura della Basilicata ((nato a Maschito nel 1795) è stato un ingegnere e architetto italiano di primo piano, Ispettore del Corpo Ponti e Strade del Regno delle Due Sicilie, noto per la progettazione e realizzazione del secondo ponte sospeso realizzato nell’Europa continentale (1832). Il primo ponte sospeso in ferro invece venne realizzato sempre nel napoletano sul fiume Garigliano tra il 1822 e il 1829 e il siciliano Francesco Crispi. L’Architetto Atanasio Pizzi, originario di Santa Sofia d’epiro (Cs), altro centro di origine arbereshe, orgoglioso delle proprie origini, ha preso carta e penna ed ha inviato, lo scorso 31 marzo, una lettera di protesta al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ecco il contenuto di questa missiva: “Illustrissimo Signor Presidente Giorgio Napolitano, mi rivolgo a lei giacché è la figura delegata a rappresentare la nostra Nazione. Sono l’architetto Atanasio Pizzi, originario di uno dei tanti paesi di etnia albanofona residenti in Italia.Vivo a Napoli e da anni ricerco e traccio i percorsi storici degli illustri personaggi arbëreshë che dal 1735 al 1861 si distinsero nella capitale partenopea e nel sud della penisola. Il loro coinvolgimento in termini di ideali e sangue fu determinante per catalizzare gli idonei presupposti che portarono all’unità d’Italia, di cui, il lustro appena trascorso ha segnato il centocinquantenario.Vorrei porre la sua attenzione, sul modesto coinvolgimento che è stato offerto ai minoritari, nello scenario dei festeggiamenti appena terminati, nonostante essi abbiano contribuito in modo indelebile al buon esito del progetto di unità Nazionale.L’elenco di chi fu decisivo è molto consistente ma per rendere l’idea del loro valore, le vorrei citare solo alcuni, per non dilungarmi nella missiva.A tal proposito è opportuno evidenziare che del governo prodittatoriale di Giuseppe Garibaldi, dei sei membri tre erano minoritari albanofoni; rispettivamente, il letterato Francesco Crispi di origine siciliana, il giurista Pasquale Scura di origini calabrese e l’ing. Luigi Giura di origine lucana.Tre uomini arbëreshë, che per onestà e capacità eccelse nella vita e nelle discipline professionali, furono gli ideali garanti per il buon esito del Plebiscito del 21 ottobre 1860. In particolare, Pasquale Scura, padre dell’art. I° della Costituzione Italiana: “l’Italia è una ed indivisibile”; Luigi Giura il primo Ministro dei Lavori Pubblici della costituita nazione italica. Gli albanofoni in occasione della giubilare ricorrenza si aspettavano un diverso coinvolgimento negli scenari istituzionali che sono stati vetrina dell’evento, ma purtroppo non è stato così. Solo lei, è in grado di porre rimedio a questa manchevolezza, invitando opportunamente i rappresentanti dei centri albanofoni, che sarei lieto di accompagnare, cui rendere l’ideale riconoscimento per l’abnegazione dei valorosi e insostituibili antenati arbëreshë.In tal modo si rende il giusto merito ai tanti valorosi che per l’Italia sacrificarono la vita senza mai avere gloria, poiché i distratti adepti storici hanno omesso i loro nomi, attratti dalle figure più fluorescenti e affascinanti che operavano da Nord. Saluti e Ossequi. Atanasio arch.Pizzi. Napoli 2012-03-31”.
Lorenzo Zolfo