CONDIVIDI
Processione di Sant'Egidio da Taranto foto da internet
Processione di Sant’Egidio da Taranto
foto da internet

Taranto, 2013-03-21 – Dopo “Versi e Musica della Settimana Santa a Taranto” ritorna, per “I Venerdì Culturali di Presenza Lucana” la cartella “Santi Meridionali” che, questa volta, è dedicata a Sant’Egidio Maria da Taranto, nato nella città Jonica nel 1729 e deceduto nel Convento di San Pasquale a Napoli il 7 Febbraio del 1812, giorno in cui cade la festa liturgica. Questa scheda si aggiunge alle altre riservate a San Cataldo, San Sebastiano, San Rocco, San Nicola, San Francesco di Paola e San Giuseppe Moscati. L’incontro introdotto da Michele Santoro avrà come relatore il socio dell’Associazione Angelo Albano, che ha condotto uno studio accurato sulla storia e biografia del santo la cui beatificazione è avvenuta il 5 Febbraio del 1888 per opera del Papa Leone XIII e la canonizzazione solo 108 anni dopo, il 2 Giugno del 1996, per opera di Giovanni Paolo II.

Naturalmente, gli autori della cartella di Presenza Lucana non hanno la presunzione di trattare l’argomento legato alla spiritualità e ai tanti misteri che hanno accompagnato la vita dei Santi presi in esame, ma intendono offrire delle piccole conoscenze biografiche, affidandosi a quanto è già stato scritto, in passato, da autori accreditati. Il dover raccontare, in poco spazio, una vita, spesso, avvolta dal mistero, è cosa non semplice. Per questo le cartelle non sono dei trattati ma, semplicemente, degli appunti, fruibili, facilmente dai lettori. Nel Sud, terra in cui il cattolicesimo ha radici più profonde che altrove, è un fatto normale che i cattolici, pur venerando tutti i santi, se ne costruiscano uno cui sono più devoti, umanizzando le statue, icone, figurine e parlando con loro.

Un grande esempio è dato da una poesia in lingua napoletana del poeta Ernesto Murolo, in cui il devoto parlando con la “Maronna e ‘o Carmine” vede in una lacrima che scende dagli occhi dell’icona, una risposta al suo invocare e grida, “Comm’a ‘na pazza,  arrevutianno ‘a chiesa tutta quanta: chiagne a’a Maronna, Chiagne!” Un grande esempio del rapporto che i napoletani hanno con i santi è rappresentato nella commedia “Vincenzo De Pretore”, del grande commediografo Eduardo De Filippo, in cui tutta la vicenda è incentrata sul dialogo umano con i santi. Nella nostra penisola tutti i paesi hanno un santo protettore venerato e festeggiato, in diversi modi, in un determinato giorno dell’anno. L’umile casa in cui è vissuta la famiglia Pontillo, cognome del santo, si trova nella città antica presso il Pendio La Riccia. E’ un seminterrato in cui vivevano Cataldo Pontillo, Maria Grazia Porcaccio e quattro figli, tra cui Sant’Egidio.

La casa fu donata dal Comune di Taranto ai Frati Minori del Convento di San Pasquale che la trasformarono in luogo di preghiera nel 1960. A Napoli Frate Egidio si incontrava spesso con il Musicista Tarantino Giovanni Paisiello. Per questo durante la narrazione della vita fatta da Angelo Albano, un gruppo di quattro esecutori, formato dal Maestro Paolo Battista (Violino), Cosimo Maraglino (Flauto traverso), Manuel D’Ippolito (Viola) e Luca Basile (Violoncello) eseguiranno musiche del compositore tarantino. Domenico Semeraro ha composto una lirica per il santo che declamerà.

L’orario d’inizio, presso la sede di Via Veneto 106/A Taranto, con libero ingresso, è fissato per le ore 18.15.

Articolo di Michele Santoro